atalanta-divertiti-e-provaci

Da diverso tempo è idea comune che l’Atalanta sia la squadra del campionato italiano con le caratteristiche più adeguate per competere con le squadre europee più forti. Per approccio, energia e cultura del lavoro finalizzati a un progressivo miglioramento delle performance. Il suo cammino europeo culminato con la vittoria dell’Europa League, è testimonianza di un percorso ben organizzato e portato avanti con idee e competenza. Al cospetto di una potenza mondiale come il Bayern Monaco non ci vorrà solo la migliore versione atalantina ma anche una partita “normale” dell’avversario che per talento, lunghezza e qualità della rosa, storia e abitudine a calcare certi palcoscenici è nettamente superiore. Ma tutto ciò nei 180 minuti, per superare il turno, dovrà essere tangibile e visto l’ultimo turno di Bundesliga qualche crepa si è vista. Nel pomeriggio di oggi i campioni di Germania hanno affrontato il Borussia Dortmund per un vero e proprio scontro diretto, vinto nei minuti finali dalla squadra di Kompany. Il primo tempo è stato equilibrato con i padroni di casa che fin da subito hanno intrapreso la strada del pressing alto con  i difensori sulla linea del centrocampo in fase di costruzione, incuranti del rischio contropiede avversario. Con questo approccio e la scelta di Fabio Silva come attaccante centrale è stato fin da subito chiaro l’intento dei padroni di casa di creare densità sulla loro tre-quarti per sfruttare gli errori, sopratutto dei centrali che, in caso del lancio lungo del portiere di casa, non sono riusciti a gestire gli alleggerimenti sui centrocampisti perché numericamente in inferiorità. Sia Tah sia Upamecano hanno respinto di testa palloni in maniera pigra, sempre a beneficio degli avversari . Proprio in una simile circostanza sono arrivate due occasioni di palla inattiva che hanno portato al vantaggio dei locali. Nel secondo tempo il Bayern Monaco è ritornato dagli spogliatoi con un diverso atteggiamento, mettendo in campo tutte le armi di cui dispone. Ha alzato il ritmo andando in ampiezza, sfruttando i suoi giocatori di fascia, Harry Kane si è svegliato dal torpore iniziale continuando a segnare più reti che partite disputate, il centrocampo ha deciso di incidere e grazie a un goal a pochi minuti dalla fine ha frustrato il pareggio (2-2) di qualche istante prima. Alla fine ha vinto la squadra più forte, più attrezzata ma che non è perfetta, soprattuto in alcuni aspetti della difesa, reparto che ha palesato carenze a livello di concentrazione, molto spesso minata dalla consapevolezza di essere i più forti. E proprio su questo aspetto dovrà lavorare Palladino.

Lascia un commento