Il maestro e l’allievo

Al netto degli scongiuri gooners l’Arsenal e Arteta, se quest’anno vinceranno la Premier League, si dovranno ricordare della partita di oggi pomeriggio contro il Chelsea e del minuto 60°; sul risultato di 1-1 hanno rischiato di prendere il goal dello svantaggio, sentendo sul collo il fiato del maestro Guardiola, posizionato a meno due punti ma con una partita ancora da giocare. In quell’attimo più di qualche cuore red and white ha avuto un sussulto pensando al passato gramo di vittorie e soddisfazioni. Il Chelsea ha preso campo e convinzione ma qualche minuto più tardi i timori dei padroni di casa sono svaniti grazie: alla rete decisiva del 2-1, ottenuta come spesso accade dagli sviluppi di un  calcio piazzato, all’espulsione di Pedro Neto (70’ per doppia ammonizione) per fallo sul nuovo entrato Martinelli e alla parata in pieno recupero di Raya. Nel  primo tempo l’Arsenal ha provato a fare la voce grossa, cercando di sfruttare l’uscita dal basso degli avversari che però hanno trovato nel portiere Sanchez un pessimo interprete. In più occasioni ha messo a rischio la sua porta ma nessuno dell’Arsenal, Eze su tutti, ha pensato bene di accettare tali regali. Il giocatore della nazionale inglese, piazzato da trequartiste centrale con la consegna di svariare in base alla situazione, nelle ultime uscite sta facendo rimpiangere il capitano Martin Ødegaard. Il giocatore norvegese ha purtroppo più presenze in infermeria che in campo; la sua visione, le sue giocate e il suo sinistro così affilato sono fattori che nel lungo periodo sono stati e saranno, si spera presto, decisivi per la volata finale. Il Chelsea ha fatto la sua parte soprattutto per temperamento e applicazione,  alla luce anche dell’inferiorità numerica che li ha costretti a raddoppiare le forze negli ultimi venti minuti più i sei di recupero. Ennesima prova da leader di James e non solo per il corner dal quale è arrivata la rete il momentaneo pareggio. A livello di squadra ancora si notano criticità nei meccanismi fluidi a intermittenza ma per questo aspetto c’è l’attenuante del cambio di allenatore. La sfida per il primo posto è quindi ancora aperta, grazie ad un City che con i risultati ha saputo sfruttare le battute di arresto di un Arsenal che ancora deve dimostrare di essere diventato grande. Sarà questa la stagione giusta per farlo?

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