Nei quarti di champions league il palcoscenico se lo sono preso due giocatori capaci di gesti tecnici che pochi possono affermare di avere nel loro repertorio. Il primo ad andare in scena è stato Kai Havertz dell’Arsenal; rientrato da un lungo infortunio sta tornando ad essere un fattore determinante. Giocatore dal ruolo difficile da codificare, si riconosce per intelligenza tattica, senso della posizione, tocchi dal suono melodico e tiri che non lasciano scampo a interpretazioni e portieri. Martedì ha segnato un goal semplice per l’errore di posizione dei giocatori dello Sporting Lisbona e certamente non sarà ricordato per quello più bello. Seppur in un contesto di gioco favorevole ha dato dimostrazione delle sue doti: saper sfruttare quello che gli avversari concedono, stop di destro (non il suo piede forte) e tiro immediato di sinistro per una rete che vale oro per il ritorno. Per Havertz può essere un nuovo inizio per tornare a essere <<…un pianista di questo gioco…>> come lo definì Massimo Marianella di Sky durante un derby contro il Chelsea il 23 aprile 2024, in occasione della sua seconda rete (5-0 risultato finale). Anche in quella occasione bellezza e concretezza sono state rispettate e riassunte dallo stesso Marianella con un:<<…leggiadro prima, mortifero poi…>>. Parecchi chilometri più a est, nella “città delle luci” dove ha sede uno dei più importanti teatri dell’opera, un altro spazio scenico è stato occupato dal PSG; un orchestra (quasi) perfetta, umana si ma organizzata, consapevole della propria forza e convinta che la sua proposta di calcio sia l’unica strada per onorare questo sport. Ieri sera l’artista di punta è stato Khvicha Kvaratskhelia. Il suo assolo si è concretizzato con la tipica scorribanda sulla fascia dopo aver dettato e chiuso il triangolo con Joao Neves e prima di entrare in area, superando avversari e siglando il doppio vantaggio finale. Una combinazione di forza nelle gambe, sempre ben piantate a terra per respingere qualsiasi confronto fisico, e una naturale grazia nel correre palla al piede in spazi talmente stretti da essere al limite del reale. Anche in questo caso viene in aiuto il giornalista (Stefano Borghi di Sky) che ha avuto il piacere di trasmettere l’emozione di tale rete:<<,,,forza demolitrice…>>. Per molti il calcio è champions league nella parte finale, quando le eliminatorie mandano avanti le squadre più attrezzate nelle cui fila sono presenti gli artisti più dotati, quelli per i quali vale la pena comprare il biglietto e dai quali ci si aspetta il gesto tecnico, l’assolo che fa emozionare i grandi e sognare i più piccoli.

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