Come al solito affascinato dalle parole di Walter Sabatini. Nell’edizione odierna de Il Foglio Sportivo ha rilasciato un’intervista a Paolo Maggioni con il quale ha parlato della sua nuova avventura da dirigente, del calcio in tutte le sue sfumature e del suo modo di vederlo e raccontarlo. Il suo ultimo domicilio sportivo è alla Pro Patria (come consulente) definita la <<la mia Itaca>>, squadra attualmente in Serie D e ultima dove il dirigente ha giocato. In occasione di Napoli-Roma ha notato il modo con cui i giocatori si sono abbracciati dopo una rete decisiva: <<la coesione spirituale è un fattore superiore>>. Ha parlato dell’importanza del numero dieci e del suo prediletto: nel suo cuore rimane indelebile l’ammirazione per Javier Pastore:<<Resta il più forte della mia traiettoria irripetibile>>. Ha tessuto le lodi di Fabregas e Gattuso mentre ha fatto emergere una sua convinzione che appare una sentenza:<<Gli infortuni muscolari potrebbero decidere la serie A. Si gioca troppo, gli allenatori potrebbero concedere più riposo: è impopolare ma servirebbe>>. Sul finire una carezza per Allegri e Spalletti che <<partono da situazioni toste>> ma a suo dire capaci di raddrizzare la rotta e per il <<mio amico Sinisa Mihajlovic>> che ha visto lungo sul talento di Raimondo che sta facendo bene a Frosinone insieme al suo compagno di squadra K’vernadze, primo nella classifica dei dribbling, il gesto più bello del calcio:<<Senza dubbio è una richiesta di amore, la folgore che illumina, per un millesimo di secondo, tutto quello che può contenere lo sguardo. Solo un allenatore nevrotico può minimizzarlo: un solo dribbling sostituisce il movimento sincrono di tre giocatori. Per me il dribbling è santo>>. Si chiude il sipario.

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