Prima del fischio iniziale, nella parte più triste nord di Londra, l’atmosfera è tra l’elettrico e il preoccupato. L’arrivo di Tudor non ha ancora portato quel cambio di rotta che serve al Tottenham per abbandonare il sedicesimo posto (29 punti) a una sola lunghezza da West Ham e Nottingham Forest terzultime. Sembrano trascorsi molti anni ma invece la vittoria in Europa League è stata conquistata nel maggio dello scorso anno (dopo la finale persa di Champions League nel 2019). Tutto ciò sembra non trovare una spiegazione logica, sopratutto in relazione al campionato dei loro acerrimi avversari dell’Arsenal che stanno vivendo una fase molto positiva, essendo in corsa su tutte e quattro le competizioni. La partita di oggi contro il Crystal Palace è l’ennesimo nuovo inizio per mettere tra loro e le squadre che seguono in classifica, quei punti necessari su cui costruire la risalita. Primi trenta minuti iniziati con una occasione per parte e tatticismo all’ennesima potenza. I padroni di casa palesano criticità a livello di organizzazione e fluidità della manovra; il Crystal Palace invece dà l’idea di essere più squadra ma non basta per impensierire Vicario. Alla mezzora succede di tutto: goal annullato al Crystal Palace per fuorigioco, vantaggio di Solanke per l’1-0 (34’) e pareggio su rigore con il bonus per gli ospiti vista l’espulsione di Van der Ven. La superiorità numerica viene subito capitalizzata dagli ospiti, segnando due reti nel recupero che non solo inchiodano il Tottenham sul pendio del precipizio ma costringono alcuni tifosi a lasciare lo stadio. Nella seconda frazione di gioco il Tottenham parte a testa bassa per provare la rimonta ma come succede in questi casi, impegno e applicazione non sono fratelli della precisione. Al cospetto di un avversario ben messo in campo e forte del doppio vantaggio, ogni tentativo di segnare risulta vano. I minuti trascorrono inesorabili mentre è palpabile la disperazione sul viso di quei tifosi locali che, rimasti fino alla fine, soffrono per il presente ma soprattutto pensando a quello che sarà il futuro. Al triplice fischio finale il risultato del primo tempo è confermato (1-3) e racconta di un Crystal Palace meritevole di quanto ottenuto e di un Tottenham che giornata dopo giornata inizia a comprendere quanto sia grave la situazione. Troppi punti interrogativi e poche certezze accompagnano il percorso di una formazione che nonostante abbia avuto il merito di raggiungere gli ottavi di Champions League, da giocarsi con l’Atletico Madrid, rischia seriamente di retrocedere. Nubi minacciose si addensano sulla parte più triste del nord di Londra.

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