Non c’è due senza tre. Ed eccolo servito il numero perfetto. Quel numero, si spera, sia quello giusto per ottenere il passaporto per gli Stati Uniti d’America. Dopo Svezia e Macedonia del nord il condizionale è come una prescrizione medica, sperando che questa volta l’Italia trovi la medicina più appropriata per curare una malattia rara per gli italiani, come l’assenza da un mondiale di calcio. La storia del tricolore parla di altro. Leggendo le probabili formazioni quello che salta subito all’occhio è la diversa competitività dei campionati in cui giocano i ventidue campo. Da una parte gli azzurri con tre giocatori della Premier League, sette di serie A e uno della Saudi Pro League. Dall’altra campo del campo tre di Premier League, sei di Championship (seconda serie inglese) e due di League one (terza serie inglese); per dovere di cronaca si segnala l’assenza dei due giocatori più importanti per questa nazionale che rispondono ai nomi di Ballard centrale difensivo del Sunderland (PL) e Bradley terzino del Liverpool (PL) entrambi assenti per infortunio. Anche a livello di titoli ottenuti non c’è storia; per l’Italia un vincitore della Champions League, uno della Europa e due della Conference League, nonché tre campioni di Europa a livello di nazionale. Tra le fila dei britannici si segnala la presenza di Shea Charles, centrocampista facente parte della rosa ma senza presenza alcuna, del Manchester City vincitore della Champions League. Vista la premessa sembrerebbe una partita semplice da giocare contro avversari poco avvezzi a certi palcoscenici. La storia però ci ha impartito lezioni che si spera siano state imparate a menadito. Espressioni come “sulla carta” o “gioco delle figurine” esistono e hanno un loro senso. Poi c’è il campo, l’avversario e quel senso di nazionalismo e di attaccamento ai colori della bandiera che dovrebbe tornare a sventolare nella massima competizione per le nazionali. Come tutti i britannici anche per l’Irlanda del nord la nazionale è una cosa molto seria. Speriamo che anche a queste latitudini ci sia lo stesso spirito e lo stesso approccio avendo bene in mente l’importanza della posta in palio.

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