Dove porterà questa scelta <<unilaterale>>? Quale sarà lo scenario futuro di una Roma ancora una volta incapace di dare continuità all’ennesimo progetto tecnico? Sembrava si fosse arrivati a una quadratura del cerchio con un allenatore esperto e vincente con un direttore sportivo riconosciuto come uno dei più bravi e, cosa non da poco, dirigente formatosi alla scuola di Walter Sabatini. E poi lui Claudio Ranieri, il salvatore della patria, l’uomo di Roma e della Roma che in caso di emergenza arriva e sistema, raddrizza, smussa e raggiunge l’obiettivo prefissato, Non è andata così nei panni di consulente delle proprietà. Interviste poche ma dirette, diatribe dialettiche sul casting dell’allenatore e sulle scelte dei giocatori più o meno condivise. Un evidente deterioramento dei rapporti e a farne le spese è stato proprio Ranieri. A ristabilire la situazione il classico comunicato della società che a leggerlo bene potrebbe aver portato qualche brutto pensiero al tifoso della Roma: <<Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido con una leadership forte e una visione bene definita>>. Le domande (lecite) sono tante come quale siano direzione e visione. Sulla leadership è evidente la centralità di Gasperini: <<abbiamo fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida di Gian Piero Gasperini>> che a questi livelli però non è sufficiente per <<crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia>>. Forse a qualcuno sarà ritornato in mente la lettera aperta di Dan e Ryan Friedkin con la quale, dopo aver scelto Juric al posto di De Rossi, hanno provato a rassicurare i tifosi sul <<nostro obiettivo è chiaro: vedere la Roma competere costantemente ai più alti livello di calcio europeo>>. Premesso che i due allenatori e i rispettivi contesti non sono paragonabili, solo una cosa preme alla tifoseria giallorossa: le parole siano finalmente sostanza di una tangibile inversione di rotta che veda l’AS Roma veramente competitiva su qualsiasi campo.

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