La Spagna ha vinto e l’Argentina ha perso

Un vecchio adagio narra che i numeri non vanno solo letti ma analizzati a fondo.  Per quelli che seguono non è necessaria la narrazione popolare per capire come è andata la finale mondiale. La Spagna ha tirato venti volte e metà nello specchio della porta mentre l’Argentina solamente tre e mai dalle parti di Unai Simon. La Spagna ha effettuato il doppio dei passaggi (803) rispetto all’avversario (445) con una percentuale di precisione del 90% oltre a un possesso palla del 68%. Questi dati sono inequivocabili e, a dispetto del risultato finale di 1-0, ha raccontato di una supremazia costante; la Spagna è stata squadra attrezzata con un chiara idea costruita suoi giocatori a disposizione. Non deroga ai suoi principi ma senza seguire correnti ideologiche in maniera ossessiva. Da all’altra parte una squadra stanca formata da una accozzaglia di giocatori tenuti in piedi solo da un atteggiamento da bulli di periferia che fin dal primo minuto hanno provato a intimidire ogni giocatore avversario. Dieci scagnozzi che invece di usare la testa hanno provato, senza riuscirci, a innescare il loro totem Messi che in questa occasione ha compreso quanto sia complicato essere Messi (ripetizione voluta) in un mondiale a 39 anni. Anche perché non sempre trovi l’Inghilterra.. 

Reazioni nel fediverso

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