Ammaina bandiera?

Su Il Foglio Sportivo di oggi Jack O’Malley con il suo modo diretto di esprimere le sue idee sul mondo del calcio, parla della (poca) forma del calcio italiano e delle sue formazioni quando si confrontano con quelle europee. In dieci parole il titolo è un compendio che rispecchia fedelmente il momento: <<In Europa non vincete neppure se giocate tra di voi>> (facendo riferimento a Bologna-Roma).. Personalmente non so se i risultati di Napoli, Inter, Atalanta e Juventus siano la fedele rappresentazione dello stato attuale del calcio di casa nostra; certamente possono essere l’ennesima conferma delle molte difficoltà che, non da ieri, ci affliggono come le ultime mancate partecipazioni ai mondiali. In questa prima fase di Uefa Champions League, i campioni d’Italia del Napoli sono arrivati al trentesimo posto su trentasei. Sicuramente ci sono stati gli infortuni ma è fin troppo evidente come le ambizioni e la rosa messa a disposizione da De Laurentis, non siano  state in linea con i risultati. Per una squadra vincitrice di un campionato di prima fascia, non è plausibile ottenere, nel girone iniziale, solo due vittorie su un totale di otto partite. Un’onta la sconfitta in casa del PSV per 6-0, quando ancora poteva contare su una formazione a ranghi completi. Per l’Inter invece con un allenatore nuovo, una formazione collaudata ma conosciuta dagli avversari, su dieci partite si contano cinque vittorie e altrettante sconfitte contro formazioni di alto livello come Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal (nella fase campionato). Le sconfitte che stridono sono quelle contro il Bodo Glimt in sede di play-off; i 180 minuti hanno palesato come la formazione norvegese abbia iniziato un percorso di miglioramento che forse non è stato preso con la giusta considerazione; a livello comunicativo ha influito in maniera negativa, il reiterato ricordo delle cinque reti nella finale della scorsa stagione per mano del PSG. La strada della Juve è stata migliore con quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte; il fatto determinante è stato il doppio turno con il Galatasary; dopo una sconfitta fuori casa per 5-2, Spalletti è stato bravo a rimettere il risultato in linea, prima di cedere ai supplementari. L’unica a dare speranza è stata l’Atalanta ma il sorteggio è stato una sentenza della cassazione. Arsenal o Bayern Monaco; la strada è stata segnata fin dall’estrazione delle squadre e la partita di andata ha confermato come il viaggio in Baviera sia una semplice scampagnata. A tenere alto (si fa per dire) il nome dell’Italia sono Roma e Bologna in Europa League e Fiorentina in Conference League. Ma anche in questo caso il futuro non sembra ricco di soddisfazioni. In Europa League lo scontro tra due squadre italiane può essere visto come una fortuna (almeno una italiana passirà il turno); in Conference sarà la Fiorentina a portare in alto il tricolore, sempre che sia in grado di dividersi tra competizione europea e lotta per salvarsi. Per chiudere è facile per Jack O’Malley dire che le squadre di Premier League sono di gran lunga superiori a quelle di serie A: <<…noi ci rifaremo…>>, pensando alle partite di ritorno di Champions League ma quando afferma che: <<.. voi al massimo vi riciclerete esperti di rugby e baseball dopo la scorpacciata di curling del mese scorso…>> è abrasivo ma tremendamente appropriato.

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