Mes que un club

Se c’è una squadra capace di ribaltare un qualsivoglia risultato questa è il Barcellona. Altresì se esiste una squadra che in nome del suo gioco e della sua filosofia rischia di perdere qualsiasi match questa è sempre il Barcellona. La formazione catalana ha uno stile di gioco riconoscibile e ben radicato nel corso degli anni. Una  proposta di gioco abbracciata da ogni allenatore e ben impressa nel manifesto programmatico di una comunità allargata che comprende squadra, tifosi e tutti coloro che si ritrovano i quei dettami ai quali nessuno deroga. Mai. Poi però c’è il campo, quello spazio limitato da linee che sembrano quasi soffocare la grandezza dei catalani, sempre alla ricerca del risultato sportivo per il tramite di un atteggiamento e una impostazione, a volte utopiche, a volte reali, che trovano le loro radici nella ferma convinzione che per vincere bisogna segnare un goal più dell’avversario. Tecnica di base di un livello superiore, l’abilità nel gioco di prima nonostante marcature talmente pressanti da non avere lo spazio fisico per liberarsene, la capacità di trovare linee di passaggio non visibili alla maggior parte dei giocatori e quella sicurezza nei propri mezzi che spesso rischia di esondare nel campo della presunzione.  Tale dottrina calcistica trova collocazione nei primi venti minuti della partita di ieri sera contro l’Atletico Madrid: meraviglia pura negli occhi donata da questi ragazzi capaci di recuperare i due goal di svantaggio dell’andata. Raggiunto il primo obiettivo, il Barcellona allenta la presa e colpevolmente pensa di avere la partita in pugno; ma non avendo nelle corde la capacità di gestire il risultato, consente all’Atletico Madrid di esprimersi come meglio sa fare. La formazione di Simeone colpisce nel modo peggiore segnando la rete che vale qualificazione in semifinale ma con delle modalità che mettono in risalto tutte le criticità di un modo di interpretare il calcio che non sempre paga. Come l’anno scorso contro l’Inter anche in questa stagione si ripete la storia: al cospetto della concretezza i principi catalani hanno un effetto controproducente. A Barcellona campeggia ovunque il motto Mes que un club a identificare unione e condivisione di una comunità consapevole dell’importanza del risultato che non può mai arrivare percorrendo una strada diversa da quella imboccata alla nascita.

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