Il palazzo di cristallo

Succede qualche cosa di speciale nel sud di Londra. Sebbene il nome faccia pensare a qualche cosa di oggettivamente delicato, il Crystal Palace è ormai una squadra solida che sogna il secondo trofeo consecutivo. La sua storia ultracentenaria  (1861) non è costellata da vittorie importanti parimenti a una bacheca che per adesso può vantare solo una coppa di Inghilterra vinta lo scorso anno contro il Manchester City e una super coppa ottenuta a discapito del Liverpool. Dopo queste vittorie il Crystal Palace continua nel suo percorso di crescita: tredicesimo in campionato, si mostra a suo agio in campo europeo, vincendo (1-3) l’andata della semifinale di Conference in casa dello Shakhtar. La strada per la finale alla Red Bull Arena di Lipsia appare senza insidie. Anche il tifoso più scettico non avrebbe mai immaginato di vedere le sue eagles disputare la seconda finale consecutiva sopratutto dopo le cessioni di giocatori fondamentali come Guèhi con destino Manchester City e Eze rimasto a Londra ma in maglia Arsenal per un totale di cento milioni di euro. Le loro partenze però non sembrano aver creato problemi visti i risultati e le prospettive di questa stagione tutta ancora da scrivere. Artefice di questo lavoro il suo manager austriaco Oliver Glasner, non proprio uno special one conosciuto in tutto il mondo.  Dopo una onesta carriera in patria divisa tra campo e scrivania va in Germania dove vince l’Europa League con l’Eintracht di Francoforte; a febbraio del 2024 decide di attraversare la manica per subentrare in corsa sulla panchina di una delle squadre più antiche di Londra e Inghilterra. Glasner ha già detto che non rinnoverà il suo contratto in scadenza nel prossimo giugno ma dalle parti di Selhurst Park sono convinti che il lavoro dell’allenatore austriaco abbia dato delle solide fondamenta al palazzo di cristallo.

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