“Siviglia e il mondo sono una cosa sola perché tutto è sicuramente racchiuso in esse”; parole del drammaturgo Augustin De Rojas Villandro al quale piaceva, nelle sue opere, mescolare episodi reali con altri fantastici. Oggi in riva al Guadalquivir si vive qualche cosa di veramente real, c’è il Betis che dopo anni (stagione 2005/06) è tornato nella massima competizione europea. Grazie al quinto posto in classifica, la formazione di Manuel Pellegrini allenatore cileno con trascorsi su panchine di livello come River Plate, Real Madrid e Manchester City, è riuscito a creare un gruppo esperto – ventotto anni la media della rosa – con quattro punti fermi con esperienze importanti: Bellerin (Arsenal), Isco (Real Madrid), Antony (Manchester United) e Lo Celso (Tottenham). In equilibrio la presenza di giocatori spagnoli rispetto agli stranieri tra cui spiccano oltre al già citato Antony, l’altro esterno Ezzalzouli e l’attaccante centrale Hernandez. Tre giocatori che hanno trovato la giusta sintonia visto che si sono spartiti in parti (quasi) uguali i ventotto goal segnati in Liga. Per il marocchino (9) che ha il doppio passaporto locale ha sempre militato nelle squadre spagnole tra cui spicca il Barcellona dove ha giocato dodici partite segnando una sola rete. Hernandez (8) invece, originario della Colombia è partito dalla sua nazione di origine per fare tappa anche in Inghilterra e Stati Uniti d’America da dove è stato prelevato dal Betis. Sul sito ufficiale campeggia un frase di vero amore “Los que juramos amor eterno” (coloro che hanno giurato amore eterno), quell’amore che la squadra proverà a ricambiare dimostrando che ciò che è stato ottenuto è tutto real.

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