Dopo Il sogno di mezza estate (Guardiola) si è finiti sul palcoscenico di un’altra commedia come Molto rumore per nulla. La suggestione dell’allenatore spagnolo si è dissolta con la stessa velocità con la quale la sabbia scivola dalle mani. Maldini, Leonardo e la loro visione ci hanno creduto parimenti a Pirlo ma quando sono entrati in gioco dinamiche di <<…opportunità…>> il mondo che sembra cambiare, riprende il suo ritmo consueto come se non fosse pronto a mutamenti epocali. Il futuro che guarda all’antico, a quell’usato sicuro che va oltre gli abbandoni per luoghi esotici estremamente redditizi e percorsi dirigenziali non proprio scintillanti La conferenza stampa dei prescelti (e preferiti) di Malagò è stata un insieme di parole, similitudini e obiettivi sentiti e risentiti. Saranno state scuse sincere quelle di Mancini che è altresì conscio che se non ci fosse stata la presenza di Malagò difficilmente <<…la donna della sua vita…>> lo avrebbe ripreso in casa. Anche gli obiettivi del direttore tecnico sembrano scontati come far <<…innamorare di nuovo i tifosi…>> o <<…permettere ai bambini di 12 anni di vedere finalmente l’Italia ai mondiali…>>. A conti fatti nulla di strategico, di nuovo, di interessante sui cui posare le speranze di rinnovamento vista anche l’ultima parte della carriera di Ranieri (ufficialmente consulente all’atto pratico dirigente) non proprio da ricordare. La speranza è quindi che la commedia diventi un capolavoro da Oscar e non l’ennesima tragedia.

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