In principio è stato Totti. La Roma non poteva fare mercato (affare Mexes) e Luciano Spalletti si è inventato il capitano della Roma punta avanzata, regalandogli la possibilità di aumentare il suo score. Oggi l’allenatore toscano si trova a gestire una situazione opposta. Una rosa extra-large, tanti giocatori non all’altezza, altri invece da verificare e rigenerare anche per salvaguardare l’aspetto finanziario. Due su tutti Douglas Luiz e Nico Gonzalez Sembravano due ex calciatori incapaci di essere determinanti come in passato. Due percorsi simili che sono confluiti nella Juventus di oggi che dopo un inizio stentato sta provando soluzioni alternative. Spalletti è allenatore competente e duttile. Spalletti è anche un uomo pragmatico che produce il vino con l’uva che ha. Spalletti è uomo di campo e di campi. E su quello rettangolare è riuscito nell’intento di cambiare rotta. A parte i numeri (difesa tre, difesa a quattro) quello che è visibile è la fiducia che sta riponendo in Douglas e Nico. Il primo con l’88% di minuti in campo testimonia tale stima mentre per il secondo è stato fondamentale, come a Madrid, non girovagare per sperimentare ruoli a lui poco congeniali. Spalletti in una conferenza stampa parlò di Yldiz e sulla sua posizione in campo dicendo che andava “avvicinato al pollaio”. Non sappiamo se anche questa volta sia stata fatta la medesima valutazione ma sta di fatto che Nico in quattro partite (giocate per il 60% dei minuti disponibili) ha segnato due reti e fornito un assist. Solo il futuro ci dirà se la Juventus ha imboccato la strada giusta, di certo i tifosi possono stare tranquilli perché chi semina bene raccoglie meglio e Spalletti è uno dei massimi esperti.

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