Sono trascorsi diversi anni da quando Gian Pier Gasperini, ai tempi del Genoa, è stato definito Gasperson, una alterazione lessicale che unisce il cognome dell’allenatore di Grugliasco con quello di Sir Alex Ferguson, storico manager del Manchester United. E’ stato usato tale termine per augurare a mister Gasperini una lunga e proficua permanenza sulla panchina rosso-blu come è stata per il manager scozzese su quella dei red-devils. Vista la situazione odierna si potrebbe dare una ulteriore chiave di lettura a questa definizione. Conferire a Gasperini un ruolo non solo di semplice allenatore ma molto di più. Con la probabile uscita di Massara, potrebbe configurarsi uno scenario da responsabile dell’area tecnica con compiti sia di allenatore sia di coordinatore dei vari dipartimenti collegati, oltre ad avere potere decisionale in fase calcio mercato. Per l’Italia sarebbe una rivoluzione, per la Roma una scommessa; Gasperini durante la conferenza stampa di ieri ha confermato che con Massara non ci sono stati i termini per il <<giusto feeling tecnico>> necessario per una proficua collaborazione. Parole che hanno certificato una distanza di vedute che appare incolmabile come già successo con Ranieri. L’auspicio è quello di trovare un punto di equilibrio che a oggi sembra di difficile attuazione. Se Gasperini rimarrà al centro di ogni scelta dovrà però fare i conti con i proprietari. I Friedkin gli hanno confermato la loro fiducia ma sono anche gli unici soggetti deputati a prendere decisioni sopratutto dal punto di visto economico. Il lavoro di Massara, come tutti i direttori sportivi, non è di completa autonomia ma è vincolato alle scelte della proprietà che tra esigenze di bilancio e accordi con la UEFA da rispettare non può consentire disponibilità illimitate. Questo è un punto focale da considerare per il futuro. Che sia Gasperini o un altro dirigente non fa differenza, l’importante sia chiaro che le linee guida sono dei Friedkin come l’ultima parola su spese e strategie finanziarie.

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