Gioca chi merita

Dopo aver mancato per la terza volta consecutiva la qualificazione ai mondiali abbiamo sentito la solita nenia su come fare per cambiare il calcio italiano. Parole, tante parole, sempre le stesse parole, le stesse idee, gli stessi accorgimenti ma di costrutto neanche l’ombra. Tra le tante il ricorrente problema dei troppi stranieri che a dire di molti “ruberebbero” il posto ai giocatori italiani ritenuti, non si sa sulla base di cosa, più forti rispetto ai loro colleghi non autoctoni. A (cattivo) esempio è stato preso il Como di Fabregas; criticato per una politica prettamente esterofila, per molti considerata snob per scelta e penalizzante per il movimento calcistico nostrano, A guardare bene anche nella serie cadetta c’è un società come il Como che però non si trova vicino al lago ma in riva alla laguna. Il Venezia primo in classifica, nella giornata di oggi, cerca tre punti per la promozione in casa dello Spezia e lo fa con un undici titolare ove si contano solo due calciatori italiani: l’attaccante Adorante e il centrocampista Issa Doumbia nato a Treviglio e di nazionalità italo-ivoriana. Aumentata anche se di poco la colonia italiana grazie all’ingresso di due calciatori su quattro cambi totali.  Questo è oggi il calcio. Moderno, visionario, per tanti esagerato e per qualcuno fuori controllo. La cosa certa è che la sola riduzione del numero degli stranieri non ci riporterà automaticamente ai mondiali. Ci vuole molto di più. La cosa altrettanto certa è il ritorno nella massima divisione del Venezia, ottenuto grazie all’apporto dei giocatori tutti  senza distinzione di nazionalità e provenienza geografica.

Lascia un commento